lunedì 12 gennaio 2015
AMERICAN SNIPER (2015)
Non è mai facile realizzare un film sulle guerre in medio oriente senza sfociare nel ridicolo patriottismo repubblicano da quattro soldi. In generale, non è mai facile per gli Americani concepire un film di guerra che non sia "di troppo", sia per i temi spesso enfatizzati che per gli atteggiamenti dei personaggi, sempre eroici e in un'ottica totalmente fuorviante. Non è il caso di American Sniper. Clint Eastwood, veterano attore degli spaghetti western, ci dimostra in maniera egregia come un film sulla guerra moderna deve essere fatto: nuda e cruda verità, fatti, dati reali. Nessun extra, nessuna aggiunta patriottica o sentimentalismo basato su false idee. Chi è uscito dalla sala dopo aver visto questo film e ha inteso la pellicola come l'ennesimo atto di propaganda dell'aquila reale, ha visto il film sbagliato o probabilmente non ha mai visto un film di guerra per notare il vincente distacco che Clint Eastwood apporta al mondo del cinema di guerra. La storia, dopotutto, non è niente di nuovo: Chris Kyle, Texano, di educazione rigida e dote innata nell'arte del rifle-sniping, viene addestrato sin da piccolo a comportarsi come un protettore, un angelo sanguinario che ad ogni costo deve proteggere la vita delle persone a cui vuole bene, in sintesi, deve fare il cane pastore contro quei lupi che minacciano gli agnelli. E così la sua idea di vita viene da lui interpretata come un'eterna e necessaria lotta tra buoni e cattivi, tanto da arruolarsi nei Navy Seals e mettere tutto il suo impegno in un addestramento ai limiti dell'umano e del morale, ma da lui sempre inteso come una lotta giusta contro i nemici della sua famiglia, famiglia che non è la sua splendida moglie e i suoi bellissimi figli, ma i Marines, l'esercito, i soldati in pericolo. Il film si muove in maniera egregia (notiamo qualche salto di scena, probabilmente dovuto ai consueti tagli di regia, niente di fastidioso), senza alcuna interruzione brusca o buco di trama; difficilmente si può rimanere annoiati, dato che ogni scena è colma di dettagli e azioni interessanti. Il sentimento che si ha guardando la pellicola è di fortissima tensione, suspance e malinconìa e facilmente si nota il realismo con il quale l'intero film è stato realizzato. Un fantastico Bradley Cooper, trasformato ad hoc in una macchina da guerra muscolosa dopo anni di palestra per somigliare il più possibile all'originale Chris Kyle, interpreta alla perfezione quel personaggio che ci risulta subito familiare anche non avendolo mai conosciuto. Gli sguardi vuoti, i momenti di intimità con la moglie, le scene d'azione, sono tutte perfettamente coordinate in modo da risultare estremamente realistici e credibili. Tutto ciò che il protagonista ha in mente è uccidere il braccio destro di Abu Musab Al-Zarqawi, leader di Al Qaeda in Iraq (è qui che si svolge la maggior parte degli avvenimenti), è talmente preso dal suo dovere di soldato da non riuscire più a distinguere la sua casa dal campo di battaglia, lasciando intendere a più tratti di preferire quest ultimo ad una vita normale. Così un film di guerra dovrebbe essere, così come meravigliosamente realistica dovrebbe risultare l'immedesimazione di un personaggio nel protagonista di una vicenda che si basa su avvenimenti reali, documentati, esistiti. Ciò che era da dire è stato detto, ora non vi resta che andare subito al cinema o attendere il noleggio del film perché diciamolo, American Sniper è senza dubbio uno dei migliori film di guerra mai realizzati, al pari di Apocalypse Now e Platoon. Clint Eastwood è un noto sostenitore del partito repubblicano, ma è davvero difficile non notare come egli abbia messo in cattiva luce l'aspetto alienante della guerra, sottolineandone ogni aspetto negativo e dimostrando di essere un regista responsabile. Riuscirete a vedere il film senza interpretarlo come un atto di propaganda repubblicana?
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